Capitolo I - Exchange Centralizzati

Indice:

  1. PREMESSA E AVVERTENZE
  2. REGISTRAZIONE FACILE E VELOCE
  3. SISTEMI DI SICUREZZA E DATI BANCARI
  4. IMPOSTAZIONI UTILI NELL’APPLICAZIONE
  5. COME AUMENTARE LA SICUREZZA
  6. CONCLUSIONI

PREMESSA E AVVERTENZE (1)

Fornire una guida a coloro che entrano nel settore crypto per la prima volta e a investitori/trader esperti è l’obiettivo del primo capitolo del corso «Come acquistare criptovalute».

Nei seguenti paragrafi andremo a capire come un investitore non professionale può comprare facilmente criptovalute negli exchange centralizzati (in inglese “centralized exchanges” –  sigla: “cex”), che sostanzialmente sono simili ai broker.

Un exchange è una piattaforma digitale, che può essere un sito web accessibile dal computer oppure un app accessibile dallo smartphone, in cui si possono comprare e vendere criptovalute. Gli exchange costituiscono dei veri e propri mercati nel settore crypto e offrono servizi semplici, come la conversione di moneta fiat (euro, dollari, ecc…) in criptovalute, e servizi complessi, ad esempio il trading con leva finanziaria di futures perpetui e non.

Attualmente i cex più importanti in termini di volumi di scambio, notorietà e sicurezza sono: Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com e Bybit. Ciò che distingue un exchange da un broker della finanza tradizionale è che un cex offre scarsissime garanzie giuridico-legislative nel caso in cui sorgano dei problemi; tale situazione è frutto dell’indecisione degli organi legislativi di molti Paesi in merito a come inserire le criptoattività nel sistema economico-giuridico nazionale e internazionale.

Prima di addentrarci nel tutorial è bene ricordare che gli exchange centralizzati non possiedono un’ottima serie storica in tema di affidabilità, perciò il consiglio basilare che si può dare è il seguente: non si investe più di quanto si è disposti a perdere.

In particolare, gli exchange sono soggetti agli attacchi hacker e a danni causati dall’incompetenza oppure dalla disonestà dei loro gestori e queste sono le principali cause dei disastri di enorme portata accaduti nella storia del settore crypto:

  • Riguardo agli attacchi hacker, ricordiamo che nel febbraio del 2014 vennero rubati al cex chiamato “Mt. Gox” circa 850.000 bitcoin;
  • Riguardo alla gestione incompetente oppure disonesta, nel novembre del 2022 vennero svelate le operazioni fraudolente di FTX e Alameda Research (rispettivamente un exchange e il fondo ad esso collegato); il castello di carte crollò quando gli utenti cominciarono a ritirare i propri fondi dal cex e quando il prezzo dell’utility token (FTT) di FTX scese fino ad avvicinarsi a zero.

 

Fatte le dovute premesse, procediamo con gli step da seguire per comprare criptovalute.

REGISTRAZIONE FACILE E VELOCE (2)

A differenza di molte altre classi di investimento, le crypto sono facilmente accessibili da chiunque possieda o uno smartphone o un computer e una connessione ad internet.

Il modo più rapido e semplice per investire oppure fare trading di criptoasset (termine che include anche gli NFT) consiste nel registrarsi in un exchange centralizzato.

Dopo aver scaricato l’App nello smartphone oppure dopo aver cercato nel web il link corrispondente, si procede con la registrazione, che deve rispettare i principi di KYC (Know Your Costumer – Conosci il Tuo Cliente) e di AML (Anti Money Laundering – Anti Riciclaggio di Denaro). In parole povere, il legislatore ha imposto agli exchange più importanti l’obbligo di registrare solamente le persone con identità accertabile e che non svolgano attività illegali.

Vediamo quali sono gli step da seguire sono i seguenti:

  • Si inserisce il numero di cellulare se si sta usando lo smartphone oppure l’indirizzo email se si sta usando il computer;
  • Si forniscono i dati personali per creare un nuovo account nell’exchange, ossia nome, cognome;
  • Viene quasi sempre chiesto di confermare l’indirizzo email con un’email di prova e di inserire il numero di cellulare, al quale viene inviato un codice che va quindi inserito nell’app oppure nel sito in cui si sta effettuando la registrazione;
Dati personali 1
  • In seguito, si procede all’inserimento dei dati anagrafici personali che sono strettamente necessari in base a quanto detto precedentemente in merito al KYC e AML.
  • Caricare un documento personale, come la carta di identità oppure la patente di guida, legalmente valido, che attesti sia la veridicità dei dati personali sia il fatto che si tratti di una persona fisica (e non di un bot);
  • Attendere la risposta da parte dell’exchange: potrebbero chiedere di caricare nuovamente la foto del documento se è sfuocata oppure confermare che l’account è stato creato correttamente. 
Dati personali 2

Questa prima parte essenziale della registrazione non dovrebbe richiedere più di 10-15 minuti.

 

Le immagini costituiscono un esempio di come Coinbase ha organizzato la procedura di registrazione, ma le procedure degli altri exchange sono simili.

SISTEMI DI SICUREZZA E DATI BANCARI (3)

Nel caso in cui tutto sia andato a buon fine, bisogna completare il processo di registrazione e, pur con qualche differenza in base all’exchange in questione, di solito si deve:

  • Configurare i sistemi di sicurezza, come il PIN, la password, l’autenticazione a 2 fattori, il codice anti-phishing e così via;
  • Inserire i dati relativi alle coordinate bancarie riferite al conto corrente che si vuole utilizzare per trasferire sia il proprio capitale di rischio nell’exchange centralizzato sia i profitti ricavati dalle operazioni finanziarie dal cex al proprio conto in banca;
  • In molti casi è possibile anche registrare la propria carta di credito/debito per effettuare velocemente dei depositi di piccola-media entità.
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IMPOSTAZIONI UTILI NELL’APPLICAZIONE (4)

Una volta effettuato il deposito nella propria valuta fiat (euro) si può cominciare a operare nel modo più adatto rispetto alla propria propensione al rischio, agli obiettivi stabiliti, al tempo che si può dedicare e così via.

Per fornire un quadro generale sulle operazioni che è possibile svolgere in un cex, le seguenti sono le attività principali. È possibile infatti:

  1. Comprare e vendere “spot” i cryptoasset, ad esempio convertire gli euro in bitcoin e viceversa;
  2. Operare a marginazione (in leva finanziaria) con i contratti derivati futures perpetui e a scadenza;
  3. Mettere in staking una certa somma di monete di una crypto e/o di una stablecoin per ottenere un rendimento, concetto che ricorda l’investimento in obbligazioni;

 

Ogni exchange presenta delle interfacce con design e particolari personalizzati, ma è abbastanza diffusa l’opinione secondo cui Coinbase sia il più user-friendly di tutti gli altri. Non è tutto oro quel che luccica: le commissioni da pagare quando si compravendono criptovalute su Coinbase sono molto alte rispetto ai concorrenti.

Tuttavia, confrontare gli exchange tra di loro sarà oggetto di un altro articolo.

COME AUMENTARE LA SICUREZZA (5)

Ricollegandoci a quanto detto nel paragrafo (1), vi sono numerosi accorgimenti che ognuno può mettere in pratica per aumentare il livello di sicurezza del proprio capitale e dei propri investimenti.

Innanzitutto, la procedura appena descritta andrebbe applicata due volte: sarebbe meglio, similmente al conto in banca, registrarsi in due o più exchange centralizzati e dividere il capitale in due o più parti uguali.

In tal modo, se accadesse un evento simile a ciò che accadde a novembre del 2022 con FTX, allora non si perderebbe tutto il capitale, ma solo una porzione del medesimo.

Sempre seguendo questa logica, si potrebbe evitare di registrarsi in un cex e limitarsi a negoziare oppure a tradare criptovalute all’interno di un conto corrente bancario che offra servizi simili, ad esempio Hype (Banca Sella Online) e Fineco.

Tuttavia, bisogna considerare che gli exchange centralizzati offrono i servizi elencati nel paragrafo (5) in modo molto più efficiente, pratico e approfondito delle banche poiché sono specializzati in quelle attività, mentre una banca che decide di offrire tali servizi potrebbe non averli svilupparti in modo adeguato in quanto non costituiscono il core business.

Inoltre, non tutte le banche permettono di ritirare le criptovalute comprate direttamente dal conto corrente bancario per trasferirle – ad esempio – in un offline wallet, mentre gli exchange centralizzati lo permettono.

Chi volesse aumentare ulteriormente il grado di sicurezza e approfondire ulteriormente il settore crypto, come accennato nel paragrafo precedente, può trasferire in un offline wallet (chiamato anche “hardware wallet”, ossia portafoglio fisico) le crypto che desidera detenere per un periodo di tempo medio lungo.

Per descrivere in modo molto riduttivo che cosa sia un hardware/offline wallet, lo si può assimilare ad una “chiavetta” (come quella USB classica) che contiene le crypto che sono state comprate in un cex oppure in un dex e trasferite all’interno della stessa.

Si tratta di uno step avanzato nell’ambito della gestione dei propri fondi in criptovalute, che da una parte richiede la conoscenza del funzionamento delle chiavi private, delle chiavi pubbliche, degli indirizzi e di altri elementi e che dall’altra elimina quasi totalmente i pericoli che abbiamo descritto in precedenza: attacchi hacker e incompetenza dell’exchange nella gestione del business.

Vedremo in altri capitoli di questa serie di tutorial come utilizzare un offline wallet.

CONCLUSIONI (6)

Il settore crypto esiste da all’incirca una decina d’anni e pare che nei prossimi anni continuerà a svilupparsi, ma bisogna tenere bene a mente che presenta sia molti rischi sia molti benefici.

Quello che abbiamo appena descritto è il percorso che la maggior parte delle persone che si addentrano per la prima volta in questo settore percorre.

Probabilmente dalla finanza tradizionale arriveranno nuovi metodi, che saranno oggetto di altri capitoli, per investire nelle criptovalute: l’approvazione dello spot ETF di BTC ne è un esempio lampante e infatti ne abbiamo discusso in un articolo appositamente dedicato.

Autore: Davide Dal Secco

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